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Intervista a Kate Hudson

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Sguardo intrigante, sorriso malizioso e il talento di mamma Goldie (Hawn). La giovane Kate sembra non sbagliare un colpo: dalla nomination all’Oscar per Quasi Famosi ne sono passati di anni e di successi, ma lei sembra averci preso gusto. La conferma è arrivata in questi giorni, quando l’abbiamo incontrata a Roma, in occasione del suo ultimo lavoro, The Skeleton Key. Nel film interpreta il ruolo di Caroline, una ragazza chiamata per assistere Ben, (un anziano e disabile John Hurt) in una grande e misteriosa casa della Louisiana. Tra riti voodoo e inspiegabili accadimenti, Caroline si troverà alle prese con gli enigmi legati all’oscuro passato che avvolge tuttora quella vecchia dimora. Con la semplicità e la disponibilità che la distinguono nel panorama delle stelle piatte e impersonali, Kate ci ha raccontato un po’ di sé e del suo lavoro.

 

DVD.it Magazine: Spesso i thriller più angoscianti sono quelli che vanno a stravolgere il quotidiano, e The Skeleton Key sembra appartenere proprio a questo tipo di pellicole.
Kate Hudson: Sì, è quello che ho pensato quando ho letto la sceneggiatura. In particolare, due aspetti mi hanno convinto a partecipare al progetto: la forza dei personaggi e il finale; mi sono domandata se mi sarebbe piaciuto andare al cinema a vedere questo film. La mia risposta è stata un entusiastico “sì”, e quindi l’ho fatto.


DVD.it Mag: Nel film è lasciato ampio spazio al tema della magia. Tu sei superstiziosa?
K.H.: No, non lo sono in senso stretto, ma credo nel soprannaturale e soprattutto credo che l’essere umano sia avvolto da campi di energia. Ma non do troppa importanza al resto... Anche se evito di passare sotto a una scala (sorride), dopotutto se ci sono altre strade...


DVD.it Mag: Che rapporto hai con la religione?
K.H.: Volete sapere se credo in Dio? La risposta è sì. Sono cresciuta in una famiglia ebrea, anche se mia madre da tempo ha abbracciato la fede buddista. Credo sia importante avere qualcosa in cui credere che sia al di sopra di tutto.


DVD.it Mag: In questo film hai lavorato con attori di successo, dai mostri sacri Gena Rowlands e John Hurt al giovane e promettente Peter Sarsgaard. È stata un’esperienza che ti ha lasciato dei bei ricordi?
K.H.: Sicuramente. Spesso mi viene chiesto se mi ispiro a un attore o a un’attrice in particolare. Io rispondo sempre che non cerco di assomigliare a nessuno, ma quando lavori a fianco a professionisti come John o Gena è impossibile non osservarli e non imparare da loro.


DVD.it Mag: Il soggetto di The Skeleton Key è opera di Ehren Kruger, autore anche di The Ring. Che genere di sensazioni ti ha suscitato questa pellicola?
K.H.:  Considero The Ring un film estremamente valido e innovativo. E poi sono una grande amica di Naomi (Watts)!
  • Scritto da Voti e Popcorn
  • lunedì 19 novembre 2007

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